E se funzionasse?

http://www.esefunzionasse.it/

Sono da poco tornato dalla presentazione di una campagna di avvicinamento all’imprenditoria nella provincia di Pesaro e Urbino.

La presentazione si è tenuta presso l’Aula Magna del Rettorato dell’Università di Urbino in via saffi 2.
Presenti all’iniziativa, oltre ai tanti docenti universitari, alcuni esponenti dell’imprenditoria giovanile provinciale.

Lo scopo dell’iniziativa è quello di incentivare il coraggio imprenditoriale invogliando le menti pensanti a presentare nuove idee.

(fonte – www.esefunzionasse.it)

Il progetto “E se funzionasse?” nasce dall’iniziativa del Gruppo GI – Giovani Imprenditori di Confindustria Pesaro e Urbino (gruppo di lavoro Relazioni con il Territorio) che ha deciso di dare la possibilità ad altri aspiranti imprenditori di entrare in contatto con chi ha già fatto il “passo” prima di loro (seguici anche sulle nostre pagine facebook GGI Pesaro Urbino).

Federico Ferrini è imprenditore presso Techfem Srl (sponsor del progetto) e Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori, lo coordina, partecipa alla campagna di comunicazione ed è membro della commissione valutatrice;
Daniele Livi è imprenditore presso Fiam Italia SpA e Componente del Consiglio Direttivo dei Giovani Imprenditori (responsabile gruppo di lavoro Relazioni con il Territorio), collabora al coordina…

Una volta tornato nel mio ufficio ho iniziato a ragionare sulle parole che questi Fortunati ragazzi hanno pronunciato poco tempo fa in merito al coraggio di affrontare il rischio imprenditoriale.
Le prime impressioni sono state positive, e ritengo che iniziative del genere possono solo fare del bene al meccanismo che attualmente sembra abbastanza fermo.

Ma quali sono le difficoltà che incontra un giovane che decide di mettersi in proprio?

Molte, troppe, a volta insormontabili, la forza di volontà e il ‘credo’ della propria idea imprenditoriale sono l’arma per superare tali difficoltà ed andare avanti.

1) La poca educazione all’imprenditorialità: sia a livello scolastico che familiare i giovani non sono incoraggiati, né tanto meno preparati, a intraprendere la strada dell’imprenditoria. Insegnanti e genitori molto spesso non hanno coscienza del contesto socio-economico che trovano ad affrontare le nuove generazioni, e continuano pertanto a proporre modelli obsoleti che non favoriscono il bisogno di nuova imprenditorialità.

2) La mancanza di fondi e di fiducia: per i giovani è molto difficile ottenere risorse e prestiti finanziari che possano permettere l’avvio di un’attività imprenditoriale.
Le istituzioni finanziarie tendono a non riporre fiducia nelle realtà guidate da giovani imprenditori, che dunque si trovano da subito in una situazione di maggiore difficoltà rispetto a quella degli imprenditori “adulti”.

Il networking è senz’ombra di dubbio il più importante ingrediente nella ricetta di una Giovane realtà imprenditoriale. In Italia, a parte iniziative come quelle di Italian Startup e Indigeni Digitali, con i loro eventi milanesi e i loro account social su cui scambiarsi idee e avere il sentore di quali sono i trend del momento, non sarei in grado di citare un “aggregatore di competenze”. Cosa vuol dire? Che non esiste uno spazio, un ambiente, un clima in cui far incontrare competenze tecniche con competenze di business.

In questo caso potrebbe essere un inizio per poter centralizzare queste competenze anche nel nostro territorio provinciale, avvalendosi delle competenze di business offerte da questi giovani imprenditori in legame con le competenze tecniche fornite dai nostri amati professori universitari.