Un cliente non paga??? Ecco come andrebbe gestita la situazione…

Non conosco freelance che non abbia avuto problemi di questo tipo almeno una volta nella sua vita professionale, IL CLIENTE CHE NON PAGA…”, e se c’è qualcuno tra di noi a cui non è ancora capitato, non me ne voglia, per carità, ma è solo questione di tempo.

In Italia, soprattutto oggi, con la crisi devastante che l’attraversa, non si può sfuggire a questo sciagurato fenomeno di mal costume che, come è risaputo, riguarda persino lo Stato e gli enti pubblici, che sono cattivi pagatori per antonomasia.

Con il tempo si acquisisce una sorta di corazza, e si impara a distinguere le varie situazioni:

– buona fede:

Qui siamo in presenza di clienti che quando hanno assunto l’impegno di pagarci erano convinti di volerlo fare e di poterlo fare. Evidentemente al momento del pagamento avviene un evento inaspettato che modifica le priorità del cliente e fa si che il servizio fornito venga pagato con ritardo.

– cattiva fede:

Se ti capita di trovarti in una situazione del genere, significa che hai commesso degli errori di valutazione. In fase di accordi con il cliente non hai preso in considerazione tutti gli aspetti inerenti alla solvibilità del cliente. Questa situazione è difficile, ma paradossalmente può essere evitata più dell’altra attraverso l’utilizzo di forme contrattuali che tutelano il fornitore ed il cliente sotto i punti di vista utili alla finalizzazione del lavoro per come è nato.

Oggi, per paura di perdere clienti, spesso si inizia una collaborazione senza stipulare alcun contratto, ed il lavoro viene basato su un concordato verbale. In effetti, non serve che entrambe le parti si esprimano sul medesimo documento concordemente redatto perché ci sia un contratto. È sufficiente una proposta e un’accettazione, due atti separatamente formati e sottoscritti. Ed è oramai pacifica la giurisprudenza che ritiene validamente vincolanti anche gli accordi conclusi a mezzo email.

La gestione degli ACCONTI. Una buona gestione degli acconti può essere uno strumento fondamentale per mantenere un buon livello di sicurezza rispetto al pagamento finale di tutto il lavoro.

Oscuramento del sito. È possibile?

si può fare solo se il contratto stipulato tra le parti lo prevede. Infatti nel caso in cui il contratto lo preveda, il freelance è libero di operare un oscuramento del servizio fornito, in caso contrario non è possibile, infatti il freelance si troverebbe automaticamente dalla parte del torto.

– se il cliente è in buona fede, perché non dovrebbe accettare una clausola del genere?

– se è in cattiva fede, perché non dovresti scoprirlo grazie a questa clausola?

Avere un cliente a tutti i costi non è una scelta saggia, neanche se sei agli esordi e pensi di dover fare la gavetta. E non ho paura di rendere noto il mio pensiero nei confronti di clienti che potenzialmente possono portarmi disagi a livello professionale e quindi anche personale.

La sicurezza economica è la base della crescita professionale. Un freelance sereno è un freelance migliore.