Oggi milioni di persone in tutto il mondo usano WhatsApp per messaggiare, chiamare amici e famiglia, condividere foto o semplicemente restare in contatto. Ma un recente studio dell'Università di Vienna ha scoperto qualcosa di importante sulla privacy degli utenti: bastano davvero il tuo numero di telefono e qualche tecnica di rete per capire parte della tua routine quotidiana — come quando sei attivo, quando il tuo telefono è in standby o addirittura quando potresti essere a casa o a dormire.
Quando usiamo WhatsApp, l'app invia e riceve messaggi attraverso i suoi server. Anche se i contenuti delle chat sono criptati, alcune informazioni di contorno (metadati) restano visibili a chi gestisce la connessione. Lo studio dell'Università di Vienna ha mostrato che, osservando quanto tempo impiega WhatsApp a rispondere a certi segnali, si possono fare deduzioni su:
Questo non significa che qualcuno possa leggere i tuoi messaggi o ascoltare le tue chiamate: la privacy dei contenuti rimane protetta grazie alla crittografia end-to-end. Ma anche senza leggere nulla, è possibile creare un profilo dei tuoi movimenti e abitudini solo osservando come risponde il tuo dispositivo ai segnali di rete.
Immagina che qualcuno sappia, senza che tu te ne accorga, a che ora ti alzi e vai a dormire, quando e quanto tempo passi fuori casa, se sei online o offline in determinati momenti. Tutte queste informazioni possono sembrare innocue, ma per chiunque abbia solo il tuo numero di telefono possono costruire una sorta di profilo della tua vita quotidiana.
È importante sottolineare che non si può entrare nel tuo telefono né leggere le tue chat senza violare molte altre protezioni molto più forti. Le conversazioni, le foto e le chiamate restano criptate in modo da impedire accessi indesiderati.
Fonte principale: studio dei ricercatori dell'Università di Vienna, che ha analizzato come certi segnali possano rivelare le abitudini degli utenti di app di messaggistica.
Scrivimi: analizzo la tua situazione e ti dico come intervenire.